Cenni storici:
L’ipotesi più accreditata sulla sua origine è quella della provenienza spagnola. Introdotta inizialmente nella provincia di Alghero, iniziò a diffondersi in tutta la Sardegna intorno all’XI secolo, quando i monaci Camaldolesi iniziarono la sua coltivazione attorno ai propri conventi.
La profonda conoscenza di questo vitigno si ebbe però con il passaggio all’Amministrazione Piemontese, grazie ad una saggia politica di conservazione e rivalutazione delle varietà autoctone attuata dal Marchese di Rivarolo (1735).
Nell’annuario della regia scuola di viticoltura ed enologia di Cagliari del 1897 si legge: "La Monica è attualmente diffusa in tutta la Sardegna...".

Caratteri ampelografici:
Apice del germoglio a ventaglio di colore verde chiaro;
Foglia media e pentalobata, denti di media grandezza e larghezza;
Grappolo piuttosto grande, di forma cilindrica spesso alato, semi spargolo;
Acino medio con buccia di medio spessore di colore nero o nero - violaceo
Esigenze ambientali e colturali:
Predilige sistemi di allevamento di medio espansi e potatura corta. Tipicamente viene allevato a spalliera. Non presenta particolari esigenze in termini di clima e terreno, prediligendo comunque un clima caldo e terreni calcareo-silicei o calcareo-argillosi.
Epoca vendemmiale:
Terza settimana di settembre, prima di ottobre
Zona di produzione:
Diffuso in tutta la sardegna
D.O.C.:
Monica Di Sardegna
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